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Corsi di Yoga e Meditazione a Bologna

Partecipazione del Centro Vaikuntha al BoEtico VeganFest

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Il 29-30-31 agosto si è svolto al Parco dei Giardini in via dell’Arcoveggio a Bologna la seconda edizione del BoEtico VeganFest, un bellissimo festival dedicato ad uno stile di vita in armonia con la natura. Oltre a punti di ristorazione vegani, bancarelle, conferenze e lezioni di yoga gratuite era presente anche lo staff del Centro Vaikuntha con la presentazione delle attività che offriamo: corsi di cucina vegetariana, corsi di Hatha-Bhakti Yoga, corsi di Kirtan Yoga e Bhagavad-Gita, corsi e trattamenti di Kirtan Reiki, corsi di Meditazione e conferenze dedicate alla spiritualità vedica e all’integrazione pratica nella nostra vita quotidiana dei valori che hanno permesso ai santi, ai mistici e agli yogi di ogni tempo e di ogni tradizione, di sperimentare la vera felicità ed il puro amore per il Divino in questa stessa vita.

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Lo stand proponeva i preziosi libri della filosofia del Bhakti Yoga, libri di cucina vegetariana, cd per la meditazione, incensi… ma soprattutto gli assaggi gratuiti dei “trascendentali” biscotti alle spezie del Centro Vaikuntha in quattro differenti gusti: cannella, curcuma, zenzero e cocco. La preparazione dei biscotti da distribuire come assaggio e da proporre in vendita ha richiesto un’intera settimana in cucina per impastare, infornare e impacchettare le confezioni, e numerosi volontari che frequentano il Centro Vaikuntha si sono alternati in questo prezioso ed impegnativo servizio per garantire a tante persone di gustare questi biscotti realizzati ed offerti al Divino con amore e devozione. Questa grandiosa impresa si è naturalmente sommata alla consueta preparazione della deliziosa cena vegetariana che ogni settimana viene servita al termine della Festa del Sabato (incontro ad offerta libera di canti meditativi, conferenza su tematiche spirituali dalla tradizione del Bhakti Yoga e cena vegetariana), e che si è svolta regolarmente anche questo sabato grazie all’esperta guida di Krsnaloka Mataji e Trai Prabhu che hanno saputo perfettamente coordinare la partecipazione al festival vegano e la Festa presso la sede del Centro Vaikuntha.

La missione “biscotti” è stata premiata con un successo davvero inaspettato: sabato sera avevamo già finito quasi tutte le riserve e domenica mattina gli eroici volontari del Centro Vaikuntha si sono precipitati all’ora di apertura del supermercato per acquistare altre quantità industriali di farina integrale e si sono rimessi al lavoro per preparare altri biscotti, mentre la bancarella del festival continuava ad essere assalita da persone che volevano comprare altre confezioni e persone “mandate da amici” per assaggiare i biscotti alle spezie! Verso le 17:00 di domenica sera, ormai verso la fine del festival, abbiamo riempito ben due macchine di pacchetti di biscotti per trasportarli dalla cucina del Centro Vaikuntha al festival… e alle 20:00 erano di nuovo finiti! Fortunatamente al mattino era venuta l’idea di preparare anche due pentole di halava (un dolce realizzato con il semolino, al cocco e al cioccolato) da distribuire qualora le riserve di biscotti fossero terminate…e nel giro di poche ore anche questi due dolci sono andati a ruba!

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I biscotti alla curcuma apparsi sul Resto del Carlino di domenica 31 agosto 2014!

Nel corso delle tre serate di festival abbiamo anche offerto per diverse ore la pratica del Kirtan Yoga: il canto collettivo dei Nomi Divini, accompagnati da strumenti indiani e occidentali. I canti si sono svolti nel prato davanti allo stand attirando numerosissime persone (tra cui tanti bambini!) che si sono fermate ad ascoltare, cantare… e danzare insieme a noi!

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Nonostante la stanchezza, il sole cocente ed i ritmi frenetici, siamo entusiasti di aver partecipato a questo festival e di aver avuto l’onore di servire tante persone con la proposta di uno stile di vita illuminato dall’Amore, dalla Pace, dall’Amicizia e dalla Felicità.

Grazie di cuore ed un caro saluto agli organizzatori, a chi ci ha aiutato nei preparativi, ai nostri amici che ci hanno fatto visita allo stand ed a tutti coloro che abbiamo conosciuto in questi bellissimi tre giorni: ci auguriamo di potervi presto accogliere al Centro Vaikuntha!

Con felicità e gratitudine,

Lucia

www.centrovaikuntha.com

Niranjana Swami racconta la sua recente visita al Centro Vaikuntha…

Niranjana Swami racconta sul suo sito la recente visita al Centro Vaikuntha, e riassume i punti principali di cui ci ha parlato durante le lezioni.

“Nella sera dell’11 maggio si è tenuto un bellissimo programma al Centro Vaikuntha di Bologna. L’evento è stato pubblicizzato come una lezione di Niranjana Swami sull’argomento “Come sviluppare relazioni amorevoli nell’era del conflitto e dell’ipocrisia”. Più di cento persone hanno partecipato, e molte di esse erano nuovi partecipanti.

Ho iniziato la mia lezione spiegando i sintomi dell’era in cui ci troviamo. Ho poi spiegato come il conflitto, uno dei principali sintomi di questa era, sia causato dall’egoismo, sia individuale che collettivo. Per superare l’influenza predominante dell’egoismo, occorre imparare ad amare, e successivamente ho fornito i principi fondamentali delle relazioni amorevoli. Ho spiegato come il vero amore possa essere espresso solo dalla piattaforma spirituale, ed in seguito ho spiegato come questo amore sia sperimentato dall’anima e non dal corpo.Nel corso della descrizione dei sintomi dell’amore, ho portato l’esempio che Srila Prabhupada spesso utilizzava, ovvero che l’esempio più vicino all’amore in questo mondo è l’amore di una madre per il proprio figlio. Per qualche ragione, a me ignota in quel momento, ho sentito di dover raccontare la relazione che io stesso avevo con mia madre e come lei mi accettasse nonostante il fatto che i miei obiettivi nella vita non coincidessero con le sue aspettative. Ho descritto la delusione nel vedere che gli sforzi di offrirle il mio amore da una piattaforma spirituale risultassero inutili, che non era interessata a nulla che riguardasse l’esistenza dell’anima, o all’eterna relazione con Krsna, anche fino al momento della sua dipartita. Da quel punto, ho dato una dettagliata spiegazione degli eventi che mi hanno portato in quel momento a cantare per mia madre fino a quando ha esalato l’ultimo respiro.
In quel momento non sapevo molto del fatto che gli italiani fossero noti per l’affetto che provano per la loro madre. Non solo questo, ma ero anche ignaro del fatto che il giorno successivo, il 12 maggio, fosse la “Festa della Mamma”, il giorno in cui ognuno mostra il proprio amore verso la propria madre. Ero quindi sorpreso nel vedere come la storia degli sforzi di un figlio per saldare il debito con sua madre da una piattaforma spirituale, e il culmine di quegli sforzi quando ha cantato il nome di Krsna per lei al momento della sua morte, abbia commosso molte persone fino alle lacrime.
Prima di completare il racconto su mia madre ho spiegato come la diffusione dei nomi di Krsna in questa era sia una vera manifestazione d’amore, dal momento che è stata offerta a chiunque semplicemente desideri riceverli, e sono offerti senza desiderare nulla in cambio.
Al termine della lezione abbiamo fatto un kirtan meraviglioso. Tutti hanno partecipato in modo così entusiasta che io stesso mi sono commosso, vedendo come la misericordia e la gentilezza del Signore Caitanya fossero resi così disponibili attraverso l’amorevole grazia di Srila Prabhupada. Non c’era il minimo dubbio nella mia mente che Srila Prabhupada sia apparso in questo mondo come personificazione dell’amore del Signore Caitanya. E’ grazie alla sua misericordia che ho potuto parlare di come amare in questa era di conflitto e ipocrisia.
Ieri sera Trai Prabhu ha invitato circa 12-15 devoti locali e aspiranti devoti a casa sua per un kirtan, domande e risposte. Abbiamo cantato e risposto alle loro domande per alcune ore. Ormai tardi, nonostante Trai Prabhu cercasse di far capire che il programma era finito, sembrava che nessuno volesse andarsene. Sono stato molto felice di vedere come il Bologna yatra stia crescendo grazie agli sforzi di Trai Prabhu e di sua moglie, Krsnaloka devi dasi. Prego affinchè molte persone possano fare progresso nella loro coscienza di Krsna sotto la loro esperta guida.”

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Niranjana Maharaj durante il kirtan

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A casa di Krsnaloka e Trai Prabhu

I benefici dei Nama-mantra e del canto del Maha-Mantra

I Benefici dei Nama-Mantra

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Vediamo insieme un verso del Sikshastakam di Chaitanya Mahaprabhu (1486 – 1534), magnanimo Avatari, grande mistico e erudito del medioevo indiano. Scrisse di sua penna solo 8 versi in sanscrito (astakam) che nel seno contengono tutta l’essenza filosofica e esoterica della scuola (bhama-gaudya-sampradaya) da cui il Kirtan Yoga proviene. Siksha significa insegnamenti. Quindi otto insegnamenti, di cui vedremo il primo che per il Kirtan Yoga, in modo pratico, è di particolare interesse. Esso spiega i benefici che procurano i nama-mantra.

ceto-darpaṇa-mārjanaḿ bhava-mahā-dāvāgni-nirvāpaṇaḿ
śreyaḥ-kairava-candrikā-vitaraṇaḿ vidyā-vadhū-jīvanam
ānandāmbudhi-vardhanaḿ prati-padaḿ pūrṇāmṛtāsvādanaḿ
sarvātma-snapanaḿ paraḿ vijayate śrī-kṛṣṇa-sańkīrtanam

Traduzione: “Innumerevoli sono le glorie del Sankirtan, il canto collettivo dei nama-mantra, perchè essi puliscono il cuore da tutta la polvere accumulata in anni, estinguono il fuoco della foresta in fiamme dell’esistenza materiale, e delle sue nascite e morti ripetute. Questo canto è la benedizione dell’umanità perchè si diffonde come raggi rinfrescanti della luna. E’ la vita e l’anima di ogni conoscenza mistica. Espande l’oceano della beatitudine e permette di gustarne il nettare, di cui siamo ansiosi, ad ogni passo e fin da subito.”

In questo breve verso sono enumerate 7 principali caratteristiche dei nama-mantra. Perciò possiamo comprendere sempre più in profondità perchè questi abbiano così grande importanza e perchè siano un fondamentale strumento del Kirtan Yoga, atto al raggiungimento della perfezione e del successo nei nostri obiettivi.

  • la pulizia del cuore dagli anartha (letteralmente ‘ciò che non è desiderato’), cioè dalle attitudini e abitudini indesiderate. Queste sono paragonate alla polvere che si accumula nel tempo.
    Il karma non crea solo reazioni, non si limita a creare fatti, accadimenti, ma modella il nostro stato psico-fisico, affinchè ci mettiamo nelle condizioni per cui i fatti succedano. Questa modellazione genera attitudini e queste attitudini comportamenti.
    Ogni nostro atto influisce sulla psiche ed è generato, prima come idea e poi come azione (karma), dalla mente. Gli anartha sono proprio i condizionamenti inconsci che ci spingono ad un’azione rispetto che ad un’altra. Il nama-mantra fa pulizia, scioglie questi nodi, ci aiuta a districarli. Come per la cura dei capelli: se questi si intrecciano e si aggrovigliano pettinarli non serve più, provocherebbe solo eccessiva perdita e dolore, ma con l’unguento giusto questi nodi si ammorbidiscono e scivolano via così che il pettine possa fare il suo lavoro.

  • estingue il fuoco dell’esistenza materiale. I sensi sono paragonati al fuoco, perchè bruciano senza guardare l’entità del danno che essi creano. Questa metafora mostra come sia impossibile estinguere l’impeto delle passionalità – come ingenuamente spesso si crede – alimentandole, pensando che prima o poi il fuoco sia soddisfato del combustibile. Ma più sul fuoco gettiamo benzina e più questo si ingigantisce e diviene famelico e ne brama sempre più. I nama-mantra come una fresca pioggia torrenziale placano e infine spengono questo incendio. E quando questo accade siamo liberi dalle catene. Liberi di essere liberi.

  • E’ una benedizione perchè è lo Yuga-dharma, ovvero il metodo di realizzazione di quest’era (yuga). Nella cultura vedica si parla di un perpetuo ciclo temporale di 4 ere cosmiche, con andamento circolare. Un po’ come le quattro stagioni di cui abbiamo attuale esperienza, ma proiettate in una dimensione cosmica. Quest’era è chiamata Kali-Yuga, l’età del ferro, in cui – sfortunatamente – discordia e ipocrisia tiranneggiano ogni relazione umana.
    La benedizione del Kali-yuga è questo semplice canto – fortunatamente -, che permette di ottenere una veloce ecologia del nostro cuore.

  • Il fenomeno vibratorio che si crea si propaga e benefica tutto l’ambiente circostante, persone e cose, come la luna che rifresca nella notte le colture nei campi donando nuovo gusto agli ortaggi.

  • La conoscenza (cit) è una delle catatteristiche ontologiche dell’atma, sad-cid-ananda. Man mano che l’atma diviene manifesta, che la purificazione toglie la polvere dallo specchio della mente, le sue caratteristiche affiorano e diventano visibili. Ci accorgiamo di questo punto perchè attraverso lo yoga la nostra ricettività a tutto ciò che ‘va oltre’ aumenta e le nostre comprensioni divengono mano a mano più profonde.

  • Ananda, la beatitudine è un oceano in continua espansione. Liberando la coscienza dai grovigli dell’illusione, la nostra naturale predisposizione alla felicità verrà allo scoperto. Illusione in sanscrito si dice Maya, letteralmente “ciò che non è”. Non perchè il fenomeno non esista, ma perchè i nostri sensi – per natura imperfetti e fallaci – non ci consentono di esperire la realta ‘as it is’, nella sua totalità.
  • consente di gustarne il nettare. Il gusto che si prova durante il cammino spirituale è paragonato al nettare (amrita), miele di una dolcezza sempre crescente. Un’avventura sempre nuova. Ad ogni passo che facciamo verso il Vero, questo è contraccambiato da mille passi del Vero verso di noi. E la vicinanza alla verità è fonte di una gioia sempre crescente. Ad ogni passo, in qualsiasi condizione ci troviamo, se ci applichiamo con serietà, fin da subito, possiamo gustare di questa gioia.

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Il Canto del Maha Mantra

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Ormai è risaputa l’influenza che i suoni e, in generale le vibrazioni, hanno sulla nostro corpo, sulla nostra psiche e sulle nostre emozioni. I mantra sono antiche vibrazioni che hanno un enorme potere benefico su ogni aspetto dell’essere. Questi sono capaci di riequilibrare le energie interne, di creare una felicità profonda e di sboccare delle situazioni – psichiche e sociali – in cui siamo incarenati.
Etimologicamente mantra significa qualcosa che libera (traya) la mente (manas) da tutto ciò che per noi è indesiderato: stress, paure, attaccamenti morbosi, ignoranza, superficialità, e così via. Una mente placida e rilassata ci consente di vivere la vita pienamente. Il principale mantra che canteremo si chiama ‘maha-mantra’. ‘Maha’ significa grande. I Veda, gli antichi testi dello yoga, insegnano che nel Maha-mantra sono contenuti tutti i mantra, compresa la sacra sillaba Om. Il Maha-mantra è costituito di potenti Nama-Mantra. Il Maha-mantra è composto di 3 parole che vengono ripetute con un ordine particolare. I profondi significati delle parole e il perchè della particolare successione delle tali sono delle argomentazioni molto esoteriche che richiedono un particolare approfondimento. In questo breve testo ci limitiamo ad alcuni dei significati. Prima di tutto i tre nomi che vengono ripetuti nel Maha-mantra sono: Hare, Krsna e Rama. Sono nomi che invocano la Realtà Assoluta e in paricolare il Suo aspetto personale, proprio come l’Om invoca il Suo aspetto impersonale (che è comunque compreso, come abbiamo detto, nell’aspetto personale). Hare è l’energia di Compassione, è l’energia dell’Amore, il sublime sentimento che vogliamo abiti nel nostro cuore. Krsna è il Sublime Fascino, tutto ciò che è bello è un Suo riflesso, una Sua parte. Rama è la Sorgente di ogni piacere, di tutto ciò che ci soddisfa. Nel Maha-mantra è detto che è presente tutto, proprio perchè c’è l’Amore e l’Oggetto dell’Amore. Recitandolo e cantandolo entriamo anche noi in gioco diventando i soggetti che amano. A seconda del nostro livello di coscienza il nostro amore sarà più o meno puro – più o meno limpido o distorto. Attraverso la pratica spirituale ci purificheremo per rendere l’amore Amore, ovvero puro, ininterrotto e incondizionato. Allo stesso modo, a seconda del nostro livello di coscienza, considereremo un oggetto sul quale indirizzare i nostri desideri e i nostri sentimenti. Può essere il denaro, il successo, la fama, una posizione sociale o lavorativa, un partner e così via. Perchè questo? Perchè desideriamo bellezza (qualcosa di bello o essere belli) e piacere. E man mano che la nostra comprensione aumenta cercheremo la fonte di questa bellezza e di questo piacere. Cercheremo Krsna e Rama. E invocheremo questi mantra. Ma per avere Krsna e Rama è necessario che il Divino si riveli, mostrando la Sua infinita compassione: Hare. Per questo motivo, tutto ciò che cerchiamo e desideriamo profondamente è all’interno di questo mantra millenario:

HARE KRSNA HARE KRSNA
KRSNA KRSNA HARE HARE
HARE RAMA HARE RAMA
RAMA RAMA HARE HARE

Il Maha-mantra si può recitare o cantare in ogni istante. In questo modo ogni nostro momento verso il nostro successo sarà sublime.

www.centrovaikuntha.com

“Il Silenzio” di Radhanath Swami

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Se mi fate una domanda ed io rispondo rimanendo in silenzio, lo scopo sarà raggiunto? Sicuramente no, dal momento che possiamo rimanere in silenzio con la nostra bocca, ma la nostra mente non è così silenziosa. Quando cerchiamo di sederci in una meditazione silenziosa realizziamo cosa accade nella nostra mente. Ci sono così tante voci e così tante cose che appaiono. Il vero silenzio è quando la mente è calma.

Le Scritture descrivono il silenzio in molti modi. Da un lato c’è il silenzio materiale, che è raggiunto tenendo la bocca chiusa. Dall’altro lato, quando cantiamo i Nomi Divini e parliamo dell’Assoluto equivale anche questo al silenzio perchè non parliamo di cose che ci incatenano all’esistenza materiale. Non stiamo facendo gossip. Non stiamo parlando solo di questioni politiche o delle cose mondane di questo mondo. Silenzio significa – nessuna vibrazione materiale. Il suono spirituale è il silenzio materiale.

Se un bambino piccolo a scuola continua ad urlare e a disturbare la classe, il maestro gli ordina di sedersi nell’angolo e di rimanere in silenzio. E’ meglio restare in silenzio nell’angolo della stanza che disturbare l’intera classe. Ma è questa la perfezione? La perfezione è partecipare alla classe  in modo costruttivo. E’ meglio non fare niente che essere distruttivi, ma essere costruttivi è meglio di non fare nulla.

Così, allo stesso modo, le Scritture parlando del silenzio. Ci avvisano di non parlare di cose che agitano la nostra mente e quella altrui. La perfezione del silenzio è tuttavia essere assorti nell’amorevole ricordo di Dio, ed il modo più semplice e potente per essere così assorti è cantare i Suoi Santi Nomi:

Hare Krishna Hare Krishna Krishna Krishna Hare Hare

Hare Rama Hare Rama Rama Rama Hare Hare

Il canto dei Santi Nomi che purifica la nostra coscienza attraverso una vibrazione sonora spirituale è la perfezione del silenzio!

 

http://www.radhanathswami.com

 

Qual’è la conclusione della Bhagavad-gita? Radhanath Swami risponde…

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Domanda a Radhanath Swami: Il Signore Krsna parla di differenti sentieri di yoga nella Bhagavad-gita. Questo può confondere… dove intende condurci?

Radhanath Swami: Il Signore Krsna ha dato diversi tipi di sistemi di yoga per portarci tutti allo stadio della perfezione. Nella Bhagavad-gita troviamo il processo del Karma Yoga. Krsna spiega la perfezione del Karma Yoga nel nono capitolo della Bhagavad-gita: “Qualunque cosa tu faccia, qualunque cosa tu mangi, sacrifichi od offra in carità, come pure le austerità che compi – offri tutto a Me, o figlio di Kunti.” (Bhagavad Gita 9.27) Quindi la conclusione finale del Karma Yoga è fare ogni cosa come un’offerta al Signore. Il sistema del Jnana Yoga spiegato nella Bhagavad-gita intende dare la conoscenza di chi sia Krsna, di cosa sia l’anima, di come un’anima pura si venga a trovare sotto l’influenza della natura materiale, di come il tempo avvicini in ogni momento alla morte, di come funzionino le leggi del Karma… La perfezione nel raggiungimento di Jnana è spiegata nel settimo capitolo della Bhagavad-gita: “Dopo molte nascite e morti chi è situato nella vera conoscenza si sottomette a Me sapendo che Io sono la causa di tutte le cause e sono tutto ciò che esiste. Un’anima così grande è molto rara.” (Bhagavad-gita 7.19) Infine, il Jnana Yoga, al suo stato di perfezione porta all’abbandono a Krsna. La Bhagavad-gita si conclude con la richiesta del Signore Krsna di abbandonarsi a Lui: “Lascia ogni forma di religione e abbandonati a Me. Io ti libererò da tutte le reazioni del peccato, non temere.” (Bhagavad-gita 18,66) La Bhagavad-gita insegna l’armonia di tutti gli altri sistemi di Yoga con lo scopo finale – abbandonarsi a Krsna, conosciuto come Bhakti Yoga. Chiunque comprenda la Bhagavad-gita così com’è può vedere come gli altri processi di yoga siano semplicemente particelle della Bhakti e come essi conducano il praticante allo stesso scopo. Coloro che non comprendono la Bhagavad-gita così com’è hanno una comprensione meno sviluppata della sua filosofia. Separano i diversi sistemi di yoga pensando ad ognuno di essi come sufficiente a condurre allo stesso obiettivo. La loro filosofia è yato mata tato patha – ognuno può scegliere il sentiero che desidera. In ogni modo, Krsna presenta i diversi sistemi dello yoga per convincere Arjuna ad abbandonarsi a Lui, ricordarLo, e fare ogni cosa per Lui. Nel decimo capitolo della Bhagavad-gita, il Signore Krsna spiega: “Sono la fonte di tutti i mondi, spirituali e materiali. Tutto emana da Me. I saggi che conoscono perfettamente questa verità Mi servono con devozione e Mi adorano con tutto il loro cuore.” (Bhagavad-gita 10,8) Questo principio è il tema continuo nella Gita e tutti gli altri insegnamenti sono come perle infilate intorno a questo tema. Ogni sillaba, ogni parola, ogni verso della Bhagavad-gita intende portare Arjuna, ed intende portare tutti, al punto di completo amore, devozione e abbandono. Questa comprensione può essere raggiunta solo da una persona che comprenda la Bhagavad-gita così com’è. Il Signore Krsna spiega le qualifiche per comprendere l’essenza della Bhagavad-gita: “Oggi, questa antichissima scienza della relazione col Supremo la espongo a Te, perchè tu sei Mio devoto e Mio amico e puoi quindi capirne il mistero trascendentale.” (Bhagavad-gita 4.3)

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Cibi adatti alla pratica dello Yoga

  • frutta fresca
  • tutte le verdure, evitando cipolle e aglio
  • cereali integrali, soprattutto riso, grano e avena
  • Legumi
  • Frutta secca e semi come mandorle, cocco, noci, sesamo, ma non troppo arrostiti o saltati
  • Oli vegetali di ogni tipo e di buona qualità come sesamo, oliva e girasole, burro e ghee (burro chiarificato)
  • Latte e derivati provenienti da mucche trattate bene, soprattutto latte, ghee, yoghurt e fiocchi di formaggio
  • Zuccheri naturali come lo zucchero non raffinato, miele, sciroppo d’acero e melassa
  • Spezie dolci come zenzero, cannella, cardamomo, finocchio, cumino, coriandolo, curcuma, menta, basilico
  • Tisane, acqua naturale e succhi di frutta
  • Cibo preparato con amore e coscienza

Cibi da ridurre o da evitare

  • Carne e pesce di ogni tipo, comprese le uova
  • Cibo di tipo artificiale, trattato, conservato; ogni tipo di cibo di cattiva qualità
  • Cibi in scatola, eccetto la frutta e i pomodori conservati in modo naturale
  • Oli di qualità scadente, grassi animali e margarina
  • Latte e derivati provenienti da fattorie industriali
  • Aglio, cipolle e cibo troppo speziato
  • Cibo fritto di ogni tipo
  • Zucchero bianco e farina bianca
  • Dolcificanti e condimenti artificiali
  • Qualunque cibo troppo cotto, vecchio, stantio o ricotto
  • Alcool, tabacco e altri stimolanti
  • Acqua del rubinetto o qualunque bevanda artificiale
  • Qualunque cibo irradiato, cotto a microonde
  • Cibi geneticamente modificati
  • Cibo mangiato in ambienti disturbati o mangiato troppo velocemente

Chi desidera avvicinarsi ad una dieta yogica vegetariana, imparando a realizzare gustose ricette con ingredienti semplici e poco costosi, e conoscere l’arte di arricchire le preparazioni con le spezie è invitato al CORSO DI CUCINA VEGETARIANA del Centro Vaikuntha (via Nadi 6, Bologna)

www.vegcomevaikuntha.com

Asana – insegnamenti e benefici dalle posizioni dello Yoga

Le asana sono il principale strumento di cui è dotato lo Yoga per riequilibrare il corpo fisico. Consistono in posizioni statiche e movimenti fisici eseguiti per rimuovere tensioni, migliorare la flessibilità, stimolare al massimo il flusso di energia ed eliminare l’attrito. Lo scopo delle asana è quello di creare un libero flusso di energia per aiutare a dirigere l’attenzione all’interno. Questo flusso di energia può essere focalizzato anche sul corpo per trattare eventuali disturbi.

La posizione fisica che una persona assume influenza la salute, la vitalità e la consapevolezza. Il complesso mente-corpo è costituito da vari canali interconnessi fra di loro che vanno da quelli che trasportano il cibo a quelli che trasportano i pensieri. Questi canali sono tenuti insieme a livello fisico dal sistema muscolo-scheletrico, la cui forma è determinata dalla propria posizione. Le posizioni sbagliate creano vari stress, causando contrazioni che danneggiano o bloccano il flusso che scorre nei canali. Inibiscono la circolazione dell’energia e delle sostanze nutrienti permettendo l’accumulo delle tossine e dei materiali di rifiuto. Questi blocchi causano disturbo e riducono il funzionamento dell’organismo, i blocchi fisici e si intrecciano con i blocchi mentali ed emotivi creando dipendenze, compulsioni, attaccamenti.

Le asana hanno notevoli effetti terapeutici sul corpo, sul prana, sulla mente, sulla struttura fisica, su energia vitale e intelligenza creativa. Sfortunatamente oggi la maggior parte di noi trascura la posizione del corpo e fa poco per sviluppare la flessibilità. Di solito gli esercizi fisici maggiormente praticati sono di tipo stressante o comportano uno sforzo: esercizi aerobici come la corsa e il sollevamento pesi che provocano l’accumulo di ulteriore tensione e al massimo creano uno sviluppo unilaterale. (…) Ma anche le persone che fanno le asana ogni giorno potrebbero farle in modo non adatto. Le asana eseguite di forza o pensando al risultato piuttosto che al modo in cui vengono eseguite – cercando di mettere il corpo in una certa posizione ideale che non è naturale – può creare delle tensioni o dei traumi. Le asana fatte senza coltivare distacco, anche se sono utili a livello fisico, possono portare a dare troppa attenzione al fisico e a creare rigidità nella mente e nelle emozioni. Anche la troppa enfasi sulle asana non è una cosa buona. Può aumentare la coscienza del corpo e aumentare l’ego fisico. Se vogliamo veramente prendere in considerazione tutto il sistema dello Yoga, il tempo dedicato alle asana non deve sostituire quello dedicato alle pratiche più profonde di pranayama e meditazione.

da “Yoga e Ayurveda”, David Frawley, Edizioni Il Punto d’Incontro

www.vaikunthayoga.com