I benefici dei nama-mantra

Volevo condividere con voi un verso del Sikshastakam di Chaitanya Mahaprabhu (1486 – 1534), magnanimo Avatara, grande mistico e erudito del medioevo indiano. Scrisse di sua penna solo 8 versi in sanscrito (astakam) che nel seno contengono tutta l’essenza filosofica e esoterica della scuola (bhama-gaudya-sampradaya) da cui il Kirtan-yoga proviene. Sihsha significa insegnamenti. Quindi otto insegnamenti, di cui vedremo il primo che per il kirtanyoga, in modo pratico, è di particolare interesse. Esso spiega i benefici che procurano i nama-mantra.

ceto-darpaṇa-mārjanaḿ bhava-mahā-dāvāgni-nirvāpaṇaḿ
śreyaḥ-kairava-candrikā-vitaraṇaḿ vidyā-vadhū-jīvanam
ānandāmbudhi-vardhanaḿ prati-padaḿ pūrṇāmṛtāsvādanaḿ
sarvātma-snapanaḿ paraḿ vijayate śrī-kṛṣṇa-sańkīrtanam

Traduzione: “Innumerevoli sono le glorie del Sankirtan, il canto collettivo dei nama-mantra, perchè essi puliscono il cuore da tutta la polvere accumulata in anni, estinguono il fuoco della foresta in fiamme dell’esistenza materiale, e delle sue nascite e morti ripetute. Questo canto è la benedizione dell’umanità perchè si diffonde come raggi rinfrescanti della luna. E’ la vita e l’anima di ogni conoscenza mistica. Espande l’oceano della beatitudine e permette di gustarne il nettare, di cui siamo ansiosi, ad ogni passo e fin da subito.”

In questo breve verso sono enumerate 7 principali caratteristiche dei nama-mantra. Perciò possiamo comprendere sempre più in profondità perchè questi abbiano così grande importanza e perchè siano un fondamentale strumento del kirtanyoga, atto al raggiungimento della perfezione e del successo nei nostri obiettivi.

  • la pulizia del cuore dagli anartha(letteralmente ‘ciò che non è desiderato’), cioè dalle attitudini e abitudini indesiderate. Queste sono paragonate alla polvere che si accumula nel tempo.
    Il karma non crea solo reazioni, non si limita a creare fatti, accadimenti, ma modella il nostro stato psico-fisico, affinchè ci mettiamo nelle condizioni per cui i fatti succedano. Questa modellazione genera attitudini e queste attitudini comportamenti.
    Ogni nostro atto influisce sulla psiche ed è generato, prima come idea e poi come azione(karma), dalla mente. Gli anartha sono proprio i condizionamenti inconsci che ci spingono ad un’azione rispetto che ad un altra. Il nama-mantra fa pulizia, scioglie questi nodi, ci aiuta a districarli.
    Come per la cura dei capelli: se questi si intrecciano e si aggrovigliano pettinarli non serve più, provocherebbe solo eccessiva perdita e dolore, ma con l’unguento giusto questi nodi si ammorbidiscono e scivolano via così che il pettine possa fare il suo lavoro.
  • estingue il fuoco dell’esistenza materiale. I sensi sono paragonati al fuoco, perchè bruciano senza guardare l’entità del danno che essi creano. Questa metafora mostra come sia impossibile  estinguere l’impeto delle passionalità – come ingenuamente spesso si crede – alimentandole, pensando che prima o poi il fuoco sia soddisfato del combustibile. Ma più sul fuoco gettiamo benzina e più questo si ingigantisce e diviene famelico e ne brama sempre più. I nama-mantra come una fresca pioggia torrenziale placano e infine spengono questo incendio. E quando questo accade siamo liberi dalle catene. Liberi di essere liberi.
  • E’ una benedizione perchè è lo Yuga-dharma, ovvero il metodo di realizzazione di quest’era(yuga). Nella cultura vedicasi parla di un perpetuo ciclo temporala di 4 ere cosmiche, con andamento circolare. Un po’ come le quattro sagioni di cui abbiamo attuale esperienza, ma proiettate in una dimensione cosmica. Quest’era è chiamata Kali-Yuga, l’età del ferro, in cui -sfortunatamente- discordia e ipocrisia tiranneggiano ogni relazione umana.
    La benedizione del Kali-yuga è questo semplice canto -fortunatamente-, che permette di ottenere una veloce ecologia del nostro cuore.
  • Il fenomeno vibratorio che si crea si propaga e benefica tutto l’ambiente circostante, persone e cose, come la luna che rifresca nella notte le colture nei campi donando nuovo gusto agli ortaggi.
  • La conoscenza(cit) è una delle catatteristiche ontologiche dell’atma, sad-cid-ananda. Man mano che l’atma diviene manifesta, che la purificazione toglie la polvere dallo specchio della mente, le sue caratteristiche affiorano e diventano visibili.
    Ci accorgiamo di questo punto perchè attraverso lo yoga la nostra ricettività a tutto ciò che ‘va oltre’ aumenta e le nostre comprensioni divengono mano a mano più profonde.
  • Ananda, la beatitudine è un oceano in continua espansione. Liberando la coscienza dai grovigli dell’illusione, la nostra naturale predisposizione alla felicità verrà allo scoperto. Illusione in sanscrito si dice Maya, letteralmente “ciò che non è”.  Non perchè il fenomeno non esista, ma perchè i nostri sensi – per natura imperfetti e fallaci – non ci consentono di esperire la realta ‘as it is’, nella sua totalità.
  • consente di gustarne il nettare. Il gusto che si prova durante il cammino spirituale è paragonato al nettare(amrhita), fiele di una dolcezza sempre crescente. Un avventura sempre nuova. Ad ogni passo che facciamo verso il Vero, questo è contracambiato da mille passi del Vero verso di noi. E la vicinanza alla verità è fonte di una gioia sempre crescente. Ad ogni passo, in qualsiasi condizione ci troviamo, se ci applichiamo con serietà, fin da subito, possiamo gustare di questa gioia.

Spero che queste piccola spiegazione sia utile per il vostro percorso di crescita.

(Premkumar das)

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